Non partiamo mai da zero!

Non partiamo mai da zero!

Qualche giorno fa ho visto una storia di una pagina Instagram di psicologia (psicoadvisor): c’era un detto “tradizionale” reinterpretato in chiave psicologica, attualizzato ai giorni nostri. Mi ha fatto riflettere.

Se ci pensiamo, miti, fiabe, favole e detti esistono da secoli. Eppure continuano a parlarci, oggi come allora. Non è un caso.

Secondo Jung, tutto questo fa parte dell’inconscio collettivo: una dimensione condivisa che ci accomuna e che raccoglie simboli, immagini e significati tramandati di generazione in generazione. È lì che vivono archetipi universali, come quello della madre, dell’eroe, del viaggio.

E infatti queste strutture tornano ovunque: nelle storie, nei film, nelle nostre vite. Pensiamo a quante narrazioni seguono lo stesso schema: una partenza, una crisi, una trasformazione. È il percorso che Jung chiama processo di individuazione “il viaggio verso una maggiore consapevolezza di sé”.

Tutto questo ci ricorda una cosa semplice ma potente: il modo in cui vediamo il mondo non nasce solo da noi. È il risultato di una storia molto più grande, che ci attraversa da sempre.

E spesso… non ce ne rendiamo nemmeno conto.